Contratti turistici e appartamenti in affitto per breve periodo: cosa c’è da sapere

23-06-2012

Il 21 Giugno comincia ufficialmente l’estate e tanti italiani si sono già messi in moto per organizzare le vicinissime vacanze estive.

Secondo i dati recenti, i vacanzieri prediligono sempre di più l’affitto di appartamenti per breve periodo nelle località turistiche, piuttosto che prenotare alberghi e b&b, quindi è importante, prima di partire, fare chiarezza sui cosiddetti “contratti d’affitto per finalità turistiche” per evitare sorprese indesiderate.

Per prima cosa è bene sapere che il “contratto d’affitto per finalità turistiche” è regolato dalle norme del codice civile, e non dalla legge 431/98, quindi è fondamentale esigere da chi ci affitta l’appartamento, un contratto scritto, dal momento che la stipula di un contratto verbale risulterebbe nulla.

Se decidiamo di fermarci in vacanza per un tempo inferiore ai 30 giorni, non è necessaria la registrazione del contratto, mentre è obbligatoria se la durata è superiore ai 30 giorni. In quest’ultimo caso il contratto deve essere regolarmente registrato, le spese di registrazione devono essere divise al 50% tra locatore e conduttore e il proprietario deve obbligatoriamente denunciare la presenza degli inquilini entro 48 ore al Sindaco o alle autorità di pubblica sicurezza, mediante compilazione del “modulo di cessione” di fabbricato comodamente scaricabile dal sito della Polizia di Stato.

Se poi gli inquilini non fanno parte della Comunità Europea, la comunicazione deve avvenire nelle 48 ore dopo la consegna dell’appartamento, indipendentemente dalla durata del contratto. In questo caso i moduli da compilare ed inviare sono diversi, ma possono essere facilmente richiesti all’Autorità Locale di Pubblica Sicurezza.

 Per i “contratti d’affitto per finalità turistiche”caparra e cauzione non sono obbligatorie, ma vengono richieste per prassi. In ogni caso, chi decide di andare in vacanza prendendo in affitto un appartamento per breve periodo, deve rispettare gli obblighi previsti dal Codice Civile: non utilizzare l’appartamento per usi diversi da quelli previsti nel contratto, non arrecare danni all’immobile, pagare in modo regolare il canone d’affitto secondo il contratto e soprattutto rispettare le buone regole del vivere civile che ognuno di noi dovrebbe sempre portare con se in vacanza.

Ora che sappiamo tutto, non resta che partire e godersi il meritato riposo!

FONTE:  http://www.prontoconsumatore.it